Immigrazione: Boats4people, basta con le tragedie del mare

Informare su dovere soccorso,denunciare istituzioni inadempienti

06 luglio, 16:57

(ANSAmed) - PALERMO, 6 LUG - Costruire un sistema di allerta con il coinvolgimento di alcuni avvocati nei porti di Palermo, Marsiglia e Tunisi per sensibilizzare e informare i marinai sulle regole che stabiliscono il dovere di prestare soccorso alle persone che si trovano in pericolo in mare; denunciare attraverso ricorsi le responsabilta' delle istituzioni degli Stati, della Nato e del Programma Frontex sulle violazioni dei diritti dei migranti. Sono soltanto alcune azioni lanciate oggi, a Palermo, dalla rete internazionale di organizzazioni ''Boats4people'', durante una conferenza stampa a bordo della goletta Oloferne approdata ieri al molo della Cala.

Con l'arrivo a Palermo, inizia la seconda tappa della traversata tra Italia e Tunisia in difesa dei diritti dei migranti in mare e delle iniziative di denuncia delle reponsabilita' per le morti nel mar Mediterraneo.

Dopo Palermo, Oloferne, partita dal meeting internazionale antirazzista Arci di Cecina Mare (Livorno), si dirigera' domani a Monastir (Tunisia) dove sono in programma iniziative in occasione della riunione preparatoria del Forum sociale che si terra' nel 2013. A bordo della goletta l'equipaggio composto da due video-makers, due giornalisti italiani, il tunisino Karouk Ben Lhiba in rappresentanza delle famiglie dei migranti dispersi e tre attivisti internazionali guidati dal capitano Marco Tibiletti, che hanno ribadito il loro 'no ai morti in mare nel Mediterraneo e hanno chiesto liberta' di movimento per tutti. ''Il progetto e' nato un anno fa - ha spiegato Nicanor Haon, coordinatore di 'Boats4people' - in seguito alla guerra in Libia e ai massici esodi che si sono verificati nei Paesi vicini.

Abbiamo scelto la citta' di Palermo perche' e' sempre stata simbolo di multiculturalita' e apertura. Inoltre, in Sicilia, sono ancora detenuti nei Cie centinaia di persone arrivate per mare e sono stati giudicati i marinai della Cap Anamur e i pescatori tunisini 'colpevoli' di aver soccorso e salvato dal naufrgio migranti in difficolta'''. (ANSAmed).

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