''L'Unione europea ha spostato le frontiere nel Nord Africa, di fatto scaricando il problema migranti a questi Paesi - ha sottolineato Debarque - In Algeria dalle frontiere del sud si arriva facilmente grazie ad un permesso di lavoro, perche' ci sono cantieri aperti e c'e' richiesta di manodopera, da qui si cerca poi di raggiungere le coste europee. Ma ora da zona di passaggio l'Algeria e' diventata il capolinea. Molti vengono fermati, i controlli sono rigidi, prima c'era piu' possibilita'''.
Dal 2006, da quando e' cominciato il flusso migratorio verso la Sardegna, hanno transitato circa 4000 algerini. I piu' raggiungono poi la Francia. La rotta e' la El Kala'-Sulcis, la stessa che dovrebbe seguire il gasdotto che dovra' portare il metano dall'Algeria all'Europa passando per Sardegna e Italia.
''La stessa rotta seguita da tanti disperati, umanita' in cerca di desideri e sogni di vita che si infrangono - ha concluso Debarque - nella chiusura e nell'egoismo dell'Europa di oggi''.
(ANSAmed).










