Secondo Abou Said, intervenuto a Milano a un convegno sul tema, tra la crisi occidentale e la primavera araba ''c'e' complementarieta''' e sarebbe utile a suo parere ''attirare l'attenzione della finanza islamica per favorire le aziende italiane che potrebbero operare nel rilancio dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo''.
''La finanza islamica - prosegue Abou Said - e' determinata ad avvicinarsi e aiutare le economie europee in difficolta' ma in Italia temo ci sia una percezione falsata di questi strumenti, che sono rivolti e utilizzabili da tutti, non solo dai musulmani''.
Su questo fronte, ammette pero' Pierfrancesco Gaggi, responsabile del servizio relazioni internazionali dell'Abi, l'Associazione bancaria italiana, ''non c'e' molto di nuovo rispetto a qualche anno fa'' e il dibattito che era stato avviato riguardo le modifiche normative per introdurre anche in Italia 'sukuk' e altri strumenti islamici e' stato bloccato dall'inizio della crisi ''con il settore bancario - afferma Gaggi - che si e' dovuto occupare di urgenze piu' urgenti''.
(ANSAmed).










