Senza distinzione confessionale o altro''.
A preoccupare e' soprattutto il fenomeno delle lavoratrici straniere che si suicidano. Un fenomeno gia' denunciato da Human Right Watch nel 2008-2009. Abusi fisici e verbali, turni di lavoro massacranti, divieto assoluto di lasciare l'abitazione in cui lavorano, salari miseri, sequestro del passaporto, sono all'ordine del giorno.''Queste donne - prosegue Mohanna - entrano nel Paese con un sistema cosiddetto di sponsorship.
Vengono infatti registrate a nome del loro datore di lavoro o qualcuno della famiglia. E automaticamente vengono sequestrati loro i documenti di identita'''. A quel punto, il responsabile delle azioni della colf diventa la persona che garantisce per lei. ''Ci stiamo battendo affinche' queste donne possano entrare in Libano con un visto e un permesso di lavoro regolare.
Vogliamo impedire che diventino proprieta' del datore di lavoro''. Il fenomeno viene poi amplificato attraverso il lavoro delle agenzie di reclutamento. In tutto il Paese ne esistono 520, dice Mohanna. Di queste, soltanto 160 sono iscritte al sindacato e quindi sono legali. Le altre sono totalmente fuori legge e promettono occupazioni che spesso non esistono.
Fare uscire queste donne da questa condizione e' possibile.
''Noi chiediamo che vengano tutelate o da una legge specifica, che disciplini il loro lavoro, ma anche i loro diritti, oppure che possano essere sottoposte come qualsiasi altro lavoratore alla legislazione in materia occupazionale''. Serve poi molta sensibilizzazione. ''Parte del nostro lavoro e' anche quello di sensibilizzare sia i cittadini libanesi, che le stesse emigrate, facendo capire loro quali sono i loro diritti e che possono rivolgersi a strutture in grado di sostenerle''. Amel ha messo a disposizione un numero verde, dove e' possibile chiedere assistenza sociale, psicologica, sociosanitaria e legale.
''Lavoriamo con Caritas, Un ponte per.. e altre organizzazioni.
E proprio oggi pomeriggio a Roma, Mohanna partecipera' all'incontro ''Mediterraneo, un mare di schiave'', organizzato da Un ponte per.., in cui verranno illustrati i dati e le problematiche legate all'immigrazione e allo sfruttamento delle lavoratrici straniere in Egitto, Giordania e Libano. ''Siamo qui per imparare le migliori pratiche attuate in Italia e per studiare come vengono allestiti gli 'shelter''' (centri di assistenza dedicati al primo soccorso delle donne in difficolta' e sottoposte a maltrattamenti, ndr).(ANSAmed).










