Non esiste un'analisi statistica che quantifichi il fenomeno nel Paese, ma si tratta di una pratica molto diffusa in tutta Europa come conseguenza delle forti ondate migratorie. E le associazioni sono da tempo mobilitate per fornire aiuto e assistenza a queste spose-bambine, che quando dicono "no" pagano il prezzo dell'isolamento e della solitudine.
Actionaid e Trama di Terre hanno dato avvio a un progetto sperimentale in Italia, con il sostegno della Fondazione Vodafone Italia, con la creazione di un network nazionale e internazionale tra operatori e organizzazioni, in modo da condividere le migliori pratiche e offrire formazione.
Il progetto, presentato a Roma, prevede attivita' di sensibilizzazione tra i cittadini e di pressione su Governo e Parlamento, affinche' vengano elaborati strumenti legislativi a partire dalla richiesta di estendere l'articolo 18 del Testo Unico a tutela delle vittime di tratta anche alle donne costrette ai matrimoni forzati. "Cercheremo di dar voce a tutte quelle donne che in questi anni si sono rivolte a noi per essere aiutate e che la politica ignora, relegando il problema a una questione di carattere strettamente familiare e privato" ha spiegato Tiziana Dal Pra, presidente di Trama di Terre, associazione che opera in Emilia Romagna in aiuto delle donne vittime di violenza.
"Occorre riuscire a combinare tradizioni e religioni con il rispetto dei diritti umani" ha detto il presidente della Fondazione Vodafone Italia, Antonio Bernardi. (ANSAmed).










